La soluzione definitiva per il backup di rete

Sarà capitato anche a voi di dover organizzare un sistema centralizzato per il backup dei sistemi multi piattaforma (Linux/Unix, Mac OS X e Windows) della vostra rete locale. Magari vi piacerebbe avere un sistema che mantiene versioni successive dei vostri dati, un po’ come fa Time Machine di Leopard ma per tutti i calcolatori della rete, non solo per i Macintosh.

La scelta ideale

La prima scelta era caduta su Restore, un software veramente interessante. Queste le caratteristiche salienti:

  • utilizza un unico server di backup per tutta la rete;
  • effettua il backup dei calcolatori Windows accedendo ai dischi tramite Samba;
  • effettua il backup dei calcolatori Linux/Mac OS X/Unix accedendo ai dischi tramite sftp;
  • mantiene i vecchi backup, proprio come fa Time Machine;
  • utilizza una combinazione di copia con hard link e rsync per ridurre lo spazio occupato su disco, memorizzando, di fatto, solo i file che sono mutati tra un backup e il successivo;
  • può cancellare automaticamente i backup più vecchi, così da limitare la crescita degli archivi;
  • si configura completamente via web;
  • usa solo tecnologie open source (MySQL, Ruby, Apache, Samba, cp, rsync).

Bello, vero? Peccato che sia ancora veramente acerbo: durante lo svolgimento dei backup i processi di Restore e MySQL crescono esponenzialmente per occupazione di memoria ed utilizzo di cpu, tanto da bloccare completamente il server e addirittura non riuscire a portare a termine i backup più lunghi.

Il mondo reale

Una soluzione di più basso profilo, ma ugualmente efficace, è rsnapshot. Le caratteristiche che mancano a rsnapshot, rispetto a Restore, sono che

  1. non accede alle condivisioni Windows;
  2. si utilizza solo da linea di comando, e si configura modificando un file di testo, quindi niente comoda ed elegante interfaccia web;
  3. la pianificazione dei backup va fatta configurando manualmente il server cron.

Per quanto riguarda il primo punto, si può risolvere installando sulle macchine Windows un porting del server OpenSSH. In questo modo è possibile accedere alle macchine Windows, attraverso sftp, esattamente come alle macchine Unix.

Per gli altri due punti, occorre comunque dire che, una volta configurato, rsnapshot funziona in modo completamente automatico e, di fatto, non c’è più necessità di interagire con esso.

I concorrenti

Altre soluzioni papabili per il mio sistema definitivo sono Amanda e Bacula.

Amanda non mi ha convinto perché accedere alle versioni passate dei file è più complicato: il metodo preferenziale per il salvataggio dei dati consiste nel fare il salvataggio dell’intero file system, a livello di periferica, tramite il comando unix dump. L’alternativa è usare il comando tar. Inoltre è necessario installare un programma client sul target e la configurazione del tutto mi è sembrata alquanto laboriosa.

Bacula è un sistema completo e versatile: gestisce diversi supporti di backup, mantiene un database SQL di tutti i file salvati, è scalabile. Però i dati sono salvati in un formato proprietario ed è necessario installare un client sul target per effettuare sia il backup che il ripristino dei dati. Inoltre, anche in questo caso, la curva di apprendimento necessaria per mettere sù un sistema funzionante mi sembrava troppo ripida…

Annunci

Un pensiero su &Idquo;La soluzione definitiva per il backup di rete

  1. Pingback: Backup della roba “on the cloud” « gpz500′s Weblog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...