Lucid Lynx sul vecchio Dell Inspiron 5100

Bene, siamo agli sgoccioli: tra pochi giorni verrà rilasciata la nuova pietra miliare del sistema operativo più atteso dai pinguini, Ubuntu “Lucid Lynx” 10.04 LTS. Per quanti non lo sapessero LTS sta per “Long Term Support”. Questo significa che Canonical garantisce assistenza per un periodo più lungo del normale: 3 anni per i pacchetti desktop e addirittura 5 per quelli server. Vista l’età ormai avanzata del portatile Dell Inspiron 5100 in mio possesso (risale addirittura al 2003) questa sarà quasi sicuramente l’ultima occasione di aggiornamento del sistema operativo, quindi ci tengo a che le prestazioni e la stabilità generale siano soddisfacenti.

Per vedere che strada prendere (se passare al nuovo o restare definitivamente sul vecchio) ho scaricato e installato sul mio Dell la beta 2 di questa nuova Lucid Lynx.

Prestazioni generali

L’Inspiron 5100 è decisamente superato. Processore Pentium 4 a 2.4GHz (anche se i GHz non sono pochi è l’architettura interna a cedere il passo…) e solo 512MB di RAM lo rendono quasi un oggetto da museo, in cui anche Windows XP sp3 fatica a distendersi: infiniti anche solo i tempi di login.

La nuova versione di Ubuntu sembra essere decisamente migliore della vecchia: più veloce, più reattiva, più vispa. Di solito il nuovo rilascio di un sistema operativo ha roba “in più” rispetto al precedente e, conseguentemente, richiede un set di risorse hardware più corposo. Invece alla Canonical hanno lavorato per togliere e per ottimizzare (“di fino”, come si dice dalle mie parti): la linea guida è stata quella della semplificazione dell’architettura. Meno roba da far partire e far girare rende il sistema operativo più leggero a tutto vantaggio delle prestazioni generali. Ad esempio, non c’è più traccia del demone HAL – le cui funzioni erano, per gran parte, ridondate da altri sistemi – né dei motori di ricerca desktop Tracker o Beagle (a tal proposito c’è anche una considerazione in seguito). Inoltre, prosegue la migrazione verso l’architettura upstart che consente di ottimizzare il lancio dei daemon di sistema e, quindi, di abbassare i tempi di avvio e di arresto, che si sono ridotti così in modo impressionante: più vicini a quelli del mio MacBook Pro con Mac OS X che a quelli di un qualsiasi PC.

Io, per avere tutto più scattante, preferisco tenere gli “effetti speciali” di Compiz disabilitati, ma se si è disposti a sopportare un minimo di rallentamento – soprattutto quando si passa da una finestra massimizzata all’altra – ci si può rifare gli occhi anche con questo “vecchio cassone”.

Video

Uno dei punti dolenti della precedente versione di Ubuntu era il comparto video (scheda Ati Radeon Mobility 7500). Su questa scheda l’unico driver per X11 usabile è quello radeon opensource. Smanettando sul file xorg.conf e sul kernel ero passato attraverso varie configurazioni, nessuna delle quali soddisfacente fino in fondo: c’è stata la configurazione stabile (accelerazione con metodo XAA), ma senza compositing e con un direct rendering pasticciato che non consentiva l’uso delle applicazioni che ne hanno bisogno (tra cui roba anche abbastanza basilare, come System Monitor); c’è stata quella con accelerazione hardware disabilitata (una tartaruga…); poi è stata la volta di quella super-veloce che faceva uso della modalità KMS del kernel, ma che alla lunga corrompeva i font; e anche quella, anch’essa veloce in quanto ad accelerazione 2D (metodo EXA), che mandava in crash le applicazioni OpenGL, tra cui un programma al quale sono molto affezionato, Google Earth.

Con Lucid Lynx devo dire che la situazione è cambiata, in meglio, e di molto. Non so se per via del nuovo kernel o del nuovo driver radeon, fatto sta che la modalità KMS (abilitata di default) garantisce prestazioni soddisfacenti e, al contempo, non c’è più traccia della corruzione dei font che mi rompeva l’anima nella vecchia versione. Da parte mia una valutazione senz’altro positiva.

Network Manager

Quella che sembrava un’eterna promessa destinata a non concretizzarsi mai (uno strumento pratico, semplice e funzionante per la gestione delle interfacce di rete) sembra che, invece, sia arrivata a compimento. La nuova versione di Network Manager, la 0.8, è finalmente un prodotto maturo, ricco di funzionalità (impostazione manuale degli indirizzi, impostazione delle regole di routing, supporto alle VPN), stabile, ma soprattutto funzionante – cosa che, fin’ora, non era del tutto scontata. Adesso Network Manager è degno di essere installato per default in una distribuzione di livello “professionale” (merito, questo, non di Canonical, ma degli sviluppatori di NM) e finalmente lo si può apprezzare come merita.

È con particolare gioia, poi, che vi comunico che il plugin per openvpn (che fino ad ora non ero riuscito a far funzionare come si deve) adesso va come un treno.

Cosa manca

The Gimp. C’era, ma adesso non c’è più. La cosa non riguarda chi fa l’upgrade da Hardy o da Karmic: Gimp sarà sempre là al suo posto. Ma chi installa da zero può trovarsi spaesato non vedendolo più. Si rimedia facilmente installandolo dall’Ubuntu Software Center.

Un sistema di ricerca desktop degno di questo nome. Sul Mac non potrei più fare a meno di Spotlight. Su Ubuntu, in passato, c’è stato Beagle, poi Tracker. Scomparsi – parlo dell’istallazione predefinita – senza essere stati sostituiti. Capisco che si sarebbero sacrificate un po’ di quelle prestazioni mirabolanti di cui parlavo prima, ma lo si avrebbe fatto per una buona causa: la comodità. Se uno ci lavora sul serio con il computer, un motore di ricerca desktop è veramente una cosa in grado di influire drammaticamente sull’esperienza d’uso. Anche in questo caso si può sempre installarne uno dai repository. Ma, prima di tutto, occorre essere informati di questa possibilità: senza saperne nulla l’utente medio effettuerà le ricerche tra i propri file con quello che c’è (ossia il campo di ricerca di Nautilus) il quale scandaglierà tutto l’hard-disk ogni volta, impiegando tempi biblici e portando la gente a credere che Linux sia semplicemente più lento degli altri sistemi. Comunque, l’utente volenteroso e informato può scegliere tra varie alternative: i già citati Beagle (un po’ in declino, a dirla tutta) e Tracker, oppure il nuovo rampante Google Desktop, anche se sono un po’ riluttante a dare in mano alla grande G un altro pezzo della mia vita digitale…

Un programma per l’anteprima dei font installati. Anche in questo caso il riferimento – l’applicazione preinstallata Libro Font – viene da Mac OS X. E anche in questo caso si può ricorrere ad una installazione successiva da Synaptic o dall’Ubuntu Software Center. Il programma che vi consiglio è Specimen. Ne ho provati anche altri, ma questo mi pare il migliore: leggero, ben integrato nell’ambiente Gnome, è l’unico che consente agevolmente di avere un confronto di font differenti sulla stessa schermata, uno accanto all’altro.

Verdetto

Sul mio vecchio Dell ho deciso di passare a Lucid Lynx e, a meno di controindicazioni specifiche legate alla vostra macchina, vi consiglio di fare altrettanto. I vantaggi sono molti, anche e soprattutto per chi dispone di hardware stagionato, e, come avete visto, gli inconvenienti (pochi e di poco conto) possono essere aggirati con semplicità. Visti i presupposti, prevedo che questa release rimarrà nel cuore degli amanti di Ubuntu per diversi anni.

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