Il mio media center da “nuovo decennio”

Ultimamente c’è molto fermento nell’ambito della convergenza tra TV tradizionale e internet. Grossi nomi (anzi, i nomi più grossi) hanno avanzato o stanno per avanzare le loro proposte. Due su tutti: Apple con la nuova Apple TV e Google con la sua, manco a farlo a posta, Google TV. Ovviamente i due dispositivi, integrati nei prossimi apparecchi TV o disponibili come box da collegare alla TV che già si ha, promettono il meglio: visione in streaming (sia gratis che a pagamento) di film, serie TV, video musicali, notizie, documentari, YouTube, eventi live etc. etc. I due scatolotti si propongono come piattaforma tecnologica che molteplici fornitori (come Netflix o anche le reti televisive tradizionali) possono utilizzare per veicolare i loro contenuti fino ai vostri divani. Scordatevi la televisione vecchio stile (compresa la pay TV!) in cui il palinsesto – sia orari che contenuti – sono decisi dai capoccioni della rete televisiva, e non da voi: nel prossimo step il nostro potere non si limiterà al solo “cambiare canale”, ma saremo direttamente noi a scegliere cosa vedere (e quando) sulla nostra TV. Altrettanto ovviamente, almeno per ora – e chissà per quanto tempo -, tutto questo in Italia non sarà possibile: tutti i principali fornitori di contenuti non detengono i diritti per operare sul mercato italiano. Forse perché la lobby delle televisioni commerciali è, diciamo così, “ben inserita” nel governo del paese? Chissà!? Ma non divaghiamo…

Cosa si può fare in Italia anche oggi

Anche se siamo indietro rispetto agli altri, già adesso si può realizzare una certa convergenza tra la TV del salotto e il resto del mondo digitale che ormai usiamo abitualmente. E non mi riferisco semplicemente a collegare l’uscita S-Video del notebook alla televisione allo scopo di poter vedere l’ultimo DivX scaricato con BitTorrent… La combinazione di vari hardware, software e servizi internet che ho installato nel mio salotto e che vado ad illustrare mostra come, fin da subito, si possa fare a meno del sistema televisivo tradizionale ed essere felici (relativamente alla faccenda TV, ovviamente…).

Connessione internet

Prima di tutto occorre una buona connessione internet. Buona nel senso di veloce: siccome tutti i contenuti arriveranno, in un modo o nell’altro, da internet, più la connessione di cui si dispone è veloce, meglio è. Per dare un termine di paragone, si consideri che per vedere in streaming un filmato HD è bene avere una connessione da almeno 8/10 Mbps. La connessione dovrà poi essere gestita da un router, in modo da non dover dedicare internet al solo media center.

L’hardware

Dal punto di vista hardware, la spina dorsale del mio sistema è costituito da una TV HD di recente costruzione (con vari ingressi A/V tra cui un DVI e un HDMI) e da un computer dedicato allo scopo.

Riguardo al computer, lo stato dell’arte, secondo il mio modesto parere, sarebbe un Mac mini ultima generazione, perché ha: a) l’uscita digitale A/V HDMI; b) telecomando a infrarossi già supportato; c) design che non sfigura in salotto; d) è piccolo; e) non fa rumore. Ma mere considerazioni economiche (costa troppo!) mi hanno fatto ripiegare su una soluzione di più basso profilo: un mini PC Fujitsu Siemens Esprimo Q5020 esattamente come questo. La dotazione di RAM e la potenza del processore sono adeguati allo scopo e la ventola di raffreddamento non parte troppo spesso.

Una cosa fondamentale per completare la dotazione hardware è il telecomando: impensabile doversi alzare dal divano per cambiare programma o saltare la pubblicità ;-). Ci sono in giro varie soluzioni per quanto riguarda i ricevitori IR da collegarsi via USB. Io, invece, ho optato per l’iPhone via WiFi, visto che già ce l’avevo e che è supportato dal software specifico che uso (Boxee, vedi più sotto).

Il software

Se TV e mini PC sono la spina dorsale, il cuore pulsante è il fantastico programma Boxee, un media center open source derivato dal già ottimo XBMC e disponibile per Windows, Mac OS X e Linux. Come si vede la scelta del sistema operativo è del tutto secondaria. Io ho scelto Linux Ubuntu 10.04 visto che il mio Fujitsu Siemens, collegato ad internet H24, lo uso anche come server personale per varie altre attività per le quali Linux è più agevole da configurare e da usare.

Boxee consente di vedere sulla TV, con una comoda interfaccia studiata appositamente per il telecomando (oppure, come nel mio caso, per l’iPhone con installata l’apposita app), tutta una serie di contenuti multimediali tra cui:

  • file presenti sulla stessa macchina su cui è in esecuzione Boxee;
  • file presenti su altre macchine della stessa rete locale (in condivisione via SMB e UPnP);
  • contenuti in streaming da internet, tra cui:
    • Netflix (solo per gli USA, of course)
    • podcast sia audio che video (ce n’è una miriade, e di ogni genere)
    • eventi live, come sport etc. (anche questo solo per gli USA)
    • filmati da YouTube e Facebook
    • foto da Picasa, Flickr e Facebook
    • Justin.tv
    • serie televisive (alcune, come South Park, sono gratis anche qui da noi!)
    • etc.

Se vi viene da dire: “E che sarà mai: questa roba la vedo già tutta sul PC da un sacco di tempo!” io vi rispondo: “Sì, ma con Boxee io me la vedo comodamente steso sul divano e controllo tutto con il telecomando!”. Fateci mente locale…

Inoltre Boxee, in collaborazione con D-Link, sta per mettere sul mercato la Boxee Box, un hardware dedicato che ha tutte le carte in regola per sostituire, quando sarà il momento, il mio buon vecchio Fujitsu Siemens.

Servizi aggiuntivi

La capacità di Boxee di funzionare da aggregatore di feed RSS apre la porta ad un sacco di possibili altri usi. Ad esempio, quanto sarebbe “ganzo” se fosse possibile compilarsi un podcast come si vuole, con i propri video e la propria musica? Per questo viene in aiuto DriveCast. DriveCast è una specie di iTunes on-line: si ha a disposizione un certo spazio disco sul loro server all’interno del quale si possono caricare i nostri file multimediali, quali filmati e canzoni. A questo punto i file possono essere usufruiti, dopo aver fatto il login, da un normale browser web su un qualsiasi computer connesso ad internet. Inoltre DriveCast, ed eccoci al punto, genera automaticamente un feed RSS con tutti i file della nostra libreria. Tale feed è leggibile da tutti gli aggregatori tra cui, ovviamente, anche Boxee. Voilà: il nostro personalissimo podcast arriva a portata di telecomando!

E ancora: c’è un altro servizio interessante – VCast – che altro non è se non la riedizione in epoca internet del vecchio videoregistratore. Una volta entrati nel proprio profilo si possono programmare le registrazioni da uno dei canali Rai (e, sigh, poco altro: Mediaset e La7 si sono fatte togliere dalla piattaforma…) impostando il canale, la data e gli orari di inizio e fine: proprio come programmare il vecchio videoregistratore VHS! A registrazione avvenuta questa viene mantenuta sul loro server per un periodo massimo di tre giorni entro i quali è possibile scaricarla sul proprio computer. Oppure si può anche decidere di far aggiungere automaticamente le registrazioni di VCast alla propria libreria DriveCast: una volta su DriveCast entreranno a far parte del feed RSS e, da lì, saranno raggiungibili da Boxee. (A dire il vero le registrazioni di VCast possono essere viste anche senza passare da DriveCast, ma in quel caso si hanno solo tre giorni di tempo per farlo; questo, per me, è troppo limitante.)

Passo e chiudo

Da tempo, a casa, non ho più l’antenna della televisione: tutti i contenuti televisivi che vedo passano attraverso la filiera VCast->DriveCast->Boxee. In effetti è un ottimo sistema per scansare la TV spazzatura: tutto quello che vedo è roba sufficientemente buona da giustificare il disturbo di programmarne la registrazione su VCast.

L’ultimo tassello per arrivare alla configurazione ideale sarebbe Netflix, o un servizio equivalente: videonoleggio in streaming dall’ampio catalogo e dal costo contenuto. Una specie di videoteca molto economica, con un sacco di film e senza la scocciatura di dover uscire di casa solo per prendere e restituire il DVD. Sì, lo so che queste caratteristiche fanno pensare a molti di voi a sistemi come BitTorrent ed eMule… ma mi permetto di ricordavi che Netflix è legale ;-).

Letture utili

Ecco una generica introduzione all’hardware e al software necessari per far affluire contenuti alla vostra HDTV: parte 1 | parte 2

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4 Pensieri su &Idquo;Il mio media center da “nuovo decennio”

  1. Per Natale mi sono fatto un piccolo regalo: questo assai furbo telecomando per computer.
    Si tratta in effetti di una comunissima tastiera USB con un numero limitato di tasti; ci sono: i tasti cursore, l’Enter, l’Esc, i tasti delle cosiddette “tastiere multimediali” (play/pause, avanti/indietro veloce, vol +/- etc.), più i movimenti e i tasti del mouse. Non necessita di installare alcunché, in quanto viene riconosciuto dal driver HID del proprio sistema operativo, e quindi funziona out-of-the-box praticamente dappertutto. Ah, con Boxee va che è una meraviglia!

  2. Pingback: Disabilitare CTRL+ALT+Fn su X Window « gpz500′s Weblog

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