Seconda giovinezza!

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Il mio amatissimo MacBook Pro “early 2008” (l’ultimo non unibody, noto anche come “il Mac di Dexter“) iniziava a sentire il peso degli anni. Quando lo presi era quello che si dice un “fulmine di guerra”: Intel Core 2 duo a 2.5 GHz, 4 GB di RAM, come hard disk un onesto ma capiente Hitachi da 5400 rpm e 250 GB… per pagarlo non mi bastò uno stipendio ma, negli anni, si è sempre comportato impeccabilmente. Pensate che, aggiornamenti a parte, l’installazione del sistema operativo è quella con la quale me l’hanno venduto, e non ho mai (mai!) avuto un crash di sistema. I programmi via via sempre più bisognosi di risorse e gli aggiornamenti che si sono susseguiti hanno però appesantito un po’ il mio fido destriero informatico, fino a renderlo meno piacevole da usare e facendomi preferire, per le attività di più basso profilo (Internet, email, social network) l’uso di un tablet o, addirittura, del telefono.

Ad un certo punto mi sono detto: “Basta! Bisogna fare qualcosa per lui, altrimenti rischia di rimanere sempre spento in un angolo.” E quale migliore intervento se non sostituire il disco rigido tradizionale con un nuovo e fiammante disco SSD? Ormai il costo di tali dispositivi è decisamente abbordabile e l’incremento di prestazioni che si ottiene ha dell’incredibile: il mio mulo è andato ben oltre i fasti dei suoi giorni migliori; semplicemente, così veloce non lo era mai stato.

La scelta è caduta su questo dispositivo di Samsung. L’ho preso su Amazon perché il prezzo era particolarmente vantaggioso e perché, essendo abbonato ad Amazon Prime, la consegna è stata gratuita. Appena arrivato mi sono fatto prestare da mio cugino un adattatore SATA <-> USB,

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in modo da clonare, utilizzando l’ottimo Carbon Copy Cloner, il disco vecchio sul nuovo. L’operazione è durata circa 4 ore: avevo da passare da una parte all’altra più di 200 GB e l’adattatore ha fatto il meglio che poteva… A questo punto ho spento il Mac e ho seguito pedissequamente nei due sensi (prima per smontare e poi per rimontare) i 13 passi dell’ottima guida di iFixit.com. A questo proposito, è importante avere i cacciavite giusti perché, si sa, Apple è un po’ bastarda in queste cose ;-).

Poi ho riavviato il mio Mac e… ho avuto l’impressione di avere tra le mani una macchina del tutto diversa: il tempo di boot è passato da circa un minuto a 15 secondi, e l’apertura dei singoli programmi (Safari, Mail, iPhoto) è diventata pressoché istantanea! Ogni singola operazione che coinvolge l’accesso al disco (ergo: tutte le operazioni ;-)) impiega mooolto meno tempo per essere effettuata. Credete a me: se cercate il singolo aggiornamento hardware che abbia l’impatto più grande sulle prestazioni del vostro computer e, ovviamente, non l’avete già fatto, cambiate il vostro hard disk tradizionale con una bella unità a stato solido: non ve ne pentirete!

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