Time Machine su una condivisione di rete Windows (o Linux + SAMBA)

delorean-back-future-1024x675

Edit: aggiunto un passo per configurare l’automount al login della condivisione di rete e dell’immagine disco.

Accedere alle condivisioni di rete Windows da Mac OS X è molto intuitivo: basta cliccare sull’icona del server che compare nella colonna di sinistra di Finder oppure, se il server in questione non supporta l’autodiscovering, collegarsi manualmente (inserendo la stringa smb://<indirizzo_del_server>) con la combinazione di tasti Command+K. Le stesse condivisioni, però, non sono disponibili per l’uso con Time Machine. La ragione è che Time Machine utilizza delle caratteristiche specifiche dei filesystem HFS+ che non sono riproducibili su una condivisione di rete SMB. In altre parole le condivisioni di rete Windows, che si possono usare tranquillamente da Finder, non sono adatte all’uso da parte di Time Machine e, quindi, neanche compaiono nell’elenco delle unità utilizzabili con Time Machine.

Fortunatamente questa limitazione può essere superata, e anche abbastanza agevolmente, a patto di sapere come fare. Anche se in rete si trovano indicazioni aggiornate (ad esempio qui e qui) queste sono solo in inglese. Inoltre, mi andava di introdurre un “pizzico” (giusto q. b.) di personalizzazione. È per questo che ho deciso di scrivere un articolo su questo argomento.

Concettualmente, si tratta di creare un’immagine disco in formato HFS+ (sarà lei il contenitore dei nostri backup di Time Machine) all’interno della condivisione Windows, montarla e dire a Time Machine di usarla.

La procedura che segue è stata testata su Mac OS X 10.10.x Yosemite, la versione attualmente più recente di Mac OS X, quindi ignoro se possa funzionare o meno su versioni diverse – precedenti o successive – di Mac OS X. Vale comunque la pena tentare: al più non funzionerà, ma non dovrebbe comunque causare danni, anche se il condizionale (come sempre 😉 ) è d’obbligo!

Passo 1: creazione dell’immagine disco

Prima di iniziare, giusto una microinfarinatura sulle immagini disco di Mac OS X. Un’immagine disco in Mac OS X è, concettualmente, la copia byte-a-byte di un supporto fisico nella sua interezza. Ad esempio, se si ha a che fare con l’immagine disco di un CD-ROM, essa conterrà tutti i filesystem esistenti sul supporto (che, per ragioni di compatibilità con più architetture, possono anche essere più d’uno, come ISO 9660, HFS etc.) e l’unica area dati, comune a tutti i filesystem del supporto. Invece, l’immagine disco di un hard-disk conterrà la tabella delle partizioni, le partizioni e i volumi contenuti all’interno delle partizioni con i relativi filesystem. Quella che creeremo fra poco sarà, per l’appunto, l’immagine disco di un hard-disk, con tabella delle partizioni e tutto il resto.

Il 99% delle volte l’immagine disco di un hard-disk contiene un’unica partizione (un unico volume), quindi alla fine si tende a confondere l’immagine disco con il volume in essa contenuta (invece di dire “ho montato/smontato il tal volume contenuto nell’immagine disco” si dice “ho montato/smontato l’immagine disco”), ma la distinzione concettuale tra immagine disco e volume c’è e si può notare in piccoli aspetti nei passi che seguono.

E ora, partiamo!

  1. Sul proprio Macintosh, aprire l’applicazione Utility Disco;
  2. fare click sul pulsante Nuova Immagine;
  3. impostare, come destinazione, un nuovo file sulla propria cartella home: creare l’immagine direttamente sulla condivisione di rete non sempre funziona, quindi meglio crearla in locale e spostarla sulla condivisione di rete solo in un secondo momento (lo faremo al punto 8);
  4. impostare i parametri come nell’immagine che segue, scegliendo un nome di volume a piacere.
    Il risultato sarà un’immagine disco di tipo sparse bundle, con tabella delle partizioni di tipo GPT e un’unica partizione contenete un volume con filesystem HFS+ journaled. Io ho scelto una dimensione di 500 GB. Tranquilli: grazie al fatto di essere “sparse”, all’inizio l’immagine, essendo vuota, sarà molto più piccola (nell’ordine delle centinaia di MB). Crescerà mano a mano che ci verranno copiati i dati dentro;
    timemachine_1
  5. al termine della creazione dell’immagine, il volume in essa contenuto viene montato automaticamente: la sua icona sarà lì sul dekstop e, nella colonna di sinistra di Utility Disco, compariranno due nuove icone: una relativa all’immagine disco stessa; l’altra, immediatamente sottostante alla prima, relativa al volume contenuto nell’immagine disco. Adesso occorre prendere nota di dove questo volume sia stato montato nel path di sistema. Di norma il percorso del punto di montaggio è “/Volumes/<nome_volume>”, ma vale la pena verificarlo cliccando sull’icona del volume in Utility Disco ed andando ad osservare in fondo alla finestra:
    timemachine_2
    Prendere nota di questo percorso e poi chiudere Utility Disco;
  6. adesso smontare il nuovo volume trascinando la sua icona dal desktop al cestino;
  7. montare, se non è stato ancora fatto, la condivisione di rete Windows in questione;
  8. spostare l’immagine disco dalla propria cartella home alla condivisione di rete (selezionare il file originale e premere la combinazione di tasti Command+C; poi aprire la condivisione di rete e premere la combinazione di tasti Alt+Command+V);
  9. fare doppio click sull’immagine disco nella sua nuova posizione (all’interno della condivisione di rete): questo monterà di nuovo il volume contenuto al suo interno, che comparirà nuovamente sul desktop.

Passo 2: aggiungere il volume dell’immagine disco all’elenco dei volumi di Time Machine

A questo punto occorre lavorare un po’ in modo testo, quindi aprire l’applicazione Terminale e dare questo comando, seguito da Invio:

$ sudo tmutil setdestination -a <mount_point>

dove: il comando sudo serve ad eseguire ciò che segue con i diritti di super utente (sudo sta per Super User DO); il comando tmutil costituisce l’interfaccia da linea di comando di Time Machine; l’opzione -a (add) serve ad aggiungere il nostro nuovo volume all’elenco delle destinazioni di Time Machine (senza -a l’elenco esistente verrebbe sostituito in toto, e così verrebbero eliminati eventuali dischi di backup di Time Machine impostati in precedenza); e <mount_point> è la posizione in cui il volume è montato e di cui si è preso nota al punto 5 del passo precedente.

A richiesta, si dovrà inserire la propria password e premere Invio.

Il nuovo volume dovrebbe ora comparire tra i dischi di backup di Time Machine. Per verificarlo è sufficiente aprire Preferenze di Sistema e cliccare su Time Machine.

Passo 3: automount al login

Per fare in modo che il Macintosh monti automaticamente al login l’immagine disco  contenuta nella condivisione Windows, si può fare come segue:

  1. aprire Preferenze di Sistema -> Utenti e Gruppi;
  2. selezionare il proprio utente e scegliere la scheda Elementi login;
  3. cliccare sul pulsante + per aggiungere un elemento all’elenco;
  4. scegliere, nella finestra di dialogo che si apre, il file immagine che si trova nella condivisione Windows ed aggiungerlo all’elenco di Elementi login.

A questo punto si può anche chiudere Preferenze di Sistema.

Con il punto 4 della procedura qui sopra si ottengono due effetti: aggiungere all’elenco Elementi login qualcosa che sta su una condivisione di rete, farà riconnettere la condivisione di rete ad ogni login; e aggiungere all’elenco Elementi login un’immagine disco, farà rimontare l’immagine disco ad ogni login. In questo modo si ottiene di montare automaticamente al login sia la condivisione di rete Windows che l’immagine disco in essa contenuta.

Finito!

A questo punto il gioco è fatto: ad ogni login il Mac tenterà di montare la condivisione di rete e il volume Time Machine in essa contenuto. Ovviamente ci riuscirà solamente quando si sarà connessi alla stessa rete locale alla quale è connesso anche il server Windows/Samba. Se, per qualsiasi motivo – ad esempio siamo fuori casa, oppure il server Windows è spento -, il server non fosse disponibile allora il Mac visualizzerà la finestra seguente:

errore

, nella quale non si può far altro che premere il pulsante OK. Niente panico comunque: al prossimo riavvio il Mac proverà di nuovo a riconnettersi al server Windows, sperando di essere collegato alla rete locale giusta e che il server sia acceso e funzionante.

Viceversa, se tutto va liscio e si arriva a montare il volume Time Machine contenuto nell’immagine disco, il Mac creerà al suo interno nuovi backup (una volta ogni ora oppure a comando), esattamente come avviene sui dischi esterni USB oppure sulle basi AirPort Time Capsule. Semplice ed immediato!

Nel darvi appuntamento alla prossima volta, vi lascio con alcuni riferimenti utili ad approfondire:

Advertisements

6 Pensieri su &Idquo;Time Machine su una condivisione di rete Windows (o Linux + SAMBA)

  1. E se io volessi fare il contrario? Cioè includere il disco di un server windows nel backup di time machine? E’ possibile?

  2. Sei un mito!!!!!! Mi hai risolto un problema storico senza dover chiamare un tecnico!!!! Sei davvero un grande!!!!

    • Salve Giuliano,
      c’è la possibilità che il mount point, dopo lo spostamento dell’immagine disco sulla condivisione di rete, non sia più lo stesso. Puoi verificare aprendo nuovamente Utility Disco, come al punto 5.
      In alternativa, per vedere il mount point attuale, puoi dare il comando ‘mount’ da terminale.

    • Non ho mai avuto modo di provare, ma mi sembra plausibile, visto che per poter accedere all’immagine disco contenuta sul server remoto occorre configurarla manualmente, e questo non credo sia possibile durante il ripristino fatto da OS X Recovery…

      Per fare backup via rete senza Time Machine, e che possano essere utilizzati per un ripristino completo della macchina, mi viene in mente di utilizzare programmi per la clonazione dei dischi “tout court”, come Carbon Copy Cloner. CCC, in particolare, è in grado di aggiornare un’immagine disco in modo tale che le volte successive alla prima il tempo di esecuzione dipenda solamente dalle modifiche incrementali (molto piccole, in genere, rispetto alla dimensione totale del disco). Però con i generici programmi di clonazione si perde una delle caratteristiche peculiari di Time Machine, ossia la storia passata dei nostri file: in pratica, con CCC et similia, sarà possibile ripristinare solo l’ultima “versione” salvata dei vari file.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...